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Maltempo:
previsioni boom per il tartufo
Un afrodisiaco che vale 400 milioni di Euro
Il maltempo che ha colpito gran parte del Paese danneggiando le coltivazioni e rovinando le
vacanze di molti italiani riserva una piacevole sorpresa autunnale per ricercatori e appassionati
del tartufo la cui raccolta si stima raddoppiata o triplicata rispetto allo scorso anno, di ottima
qualità e con prezzi più contenuti grazie allinverno freddo e allestate molto
piovosa. E quanto afferma la Coldiretti per una specialità che, fresca, conservata o
trasformata, si stima valga 400 milioni di Euro all'anno e che coinvolge nella raccolta circa
200.000 professionisti "in regola" impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti
tipici. La ricerca dei tartufi praticata, già dai Sumeri, non ha solo una natura hobbistica ma -
afferma la Coldiretti - svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive
dove rappresenta una importante integrazione di reddito per le comunità locali, con effetti
positivi sugli afflussi turistici. Il tartufo - informa la Coldiretti - è infatti un fungo che
vive sottoterra ed è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal
terreno tramite le radici dell'albero con cui vive in simbiosi. Nascendo e sviluppandosi vicino
alle radici di alberi come il pino, il leccio, la sughera e la quercia - spiega la Coldiretti - il
tartufo, deve le sue caratteristiche (colorazione, sapore e profumo) proprio dal tipo di albero
presso il quale si è sviluppato. La forma, invece dipenderà dal tipo di terreno: se soffice il
tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la
difficoltà di farsi spazio. Le Regioni più vocate alla sua raccolta - continua la Coldiretti -
sono, in particolare, il Piemonte e le Marche, ma anche la Toscana, lUmbria, lAbruzzo,
il Lazio e il Molise. I tartufi sono noti per il loro forte potere afrodisiaco e in cucina -
conclude la Coldiretti - il tartufo nero viene per lo più utilizzato in cottura o per farcire ma
anche a crudo, tagliato a fettine e messo su piatti di pasta fresca. Il bianco, invece va
rigorosamente gustato a crudo su noti cibi come la fonduta, i tajarin al burro e i risotti. Per
quanto riguarda i vini il tartufo bianco esige grandi vini rossi, il nero, invece ammette anche i
bianchi. |
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